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DEL CORAGGia CIVILE 



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DALLA TIPOGRAFIA SALITA INFRASCATA ». 344* 






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BEL CORACr^lO ClWIXiE 

DIS€OKSa 

DI ^ 

AVVOCATO GENERALE DEL RE 

PRESSO l^k CORTE SUPREMA DI GIUSTIZIA, IN NAPOLI 

PRONUNZIATO 
SELLA STESSA CQBTE A CAMERE RIUNITE 

ud H S pennato i838 

GIOAHO SSLLA AUPEATUBA SOLSUITE DELL'AVITO CIUDIZUAIO. 



Magnitudo animi et fortitudo harum 

TÌrtutum proprium est nihil eiLtimescere , 
omnia humanadespicere^rnhil qaodhoi^i 
accidere possiti intoller^ndum patare. 

Cic. de off. III, 37. 



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NAPOLI, 

I DALLA STlHPERlA SALITA ISPRASCATA IT. 344« 

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DEL CORAGGIO CIVILE 



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LiBEMDS lovi LIBERATORI: celeì'um ili ea tempora 

" nati sunutSì^ <luibusjir nutre w^imum 4ìxpediat 

• Constant ihus exemplis, — Tag* Àan . XVI, 35» 



V, 



OL6EN0O il mio Sguardo all'incorno , quanti 
seggio in questa 'prima' vostra riunion solenne delFan- 
no\ qui vóti io ritrovo I quanti occhi invano ricer- 
co, dalla espre^sion de'quali io soleva, in mezzo allo 
stesso fu^ce corso del dire , prender norma e consi- 
glio ! Funesto per -calamità pubbliche è stato l'anno 
or trascorso; funestissimo per averci rapito non pochi 
colleghi. Da quali accenti dunque prenderò cornine la- 
mento , se non da quei del dolore ? L'ordine il più 
conforme a sì fatte circostanze, in un discorso inteso a 
legare ¥ esercizio della nostra carica tra 1* anno che 

807593 



• • • • • 1 



•••'.• ; . 



cadde e questo che sorge, è invertir l'ordine che il 
regolamento prescrive, e parlar prima di coloro che ci 
mancano , poi de' nostri doveri. 

E mi sia concesso deplorare innanzi a tutto la 
perdita sofferta dal pubblico ministero , cui ho l' ono* 
re di appartenere , e in di cui nome io ragiono. Noi 
non vi contiamo più quel Francesco-Aittoicio Rober- 
ti , che jQno a qualche anno fa con le sue assidue fa- 
tiche ce ne alleggeriva il peso, e che anche affievolito 
da una di quelle lunghe infermità , frutto non raro 
d'una yita di meditazione e di studi severi, ne accre- 
scea la dignità col suo nome , col buon volere , con 
la stessa religiosa sofferenza de' mali. Né voi nelle vo- 
stre deliberazioni udirete più quella voce, organo sem- 
pre vivo della sapienza di coloro, che Modestino chia- 
mava corifei del dritto antico e della romana prudenza. 
£d io, abituato già a quegl'intimi collòquii de' quali 
ai meco più che con ' altri godeva , non ho più nel- 
l'amico il conforto delle rimembranze scambievoli , 
di esserci sortita nello sfesso giorno del 1808 e per 
la stessa provincia della Campagna-felice, la prima mis- 
sione di entrambi al pubblico ministero, e di aver egli 
dopo lungo corso di splendida magistratura nella ca- 
pitale, raggiunto nel 1824 il grado di avvocato-gene- 
rale dal quale io era uscito poc'anzi, e di^avermivi 






/ 



in fine riabbracciato compagno. Il foro poi, questo nobil 
foro -napolitano , nelle sue disputazioni di dritto non 
trae più ammestramento da quelle sì dotte conclusio- 
ni , che davan fede alla forza potente de' responsi de- 
gli antichi giureconsulti sulle -menti degli uomini: 
fortunato però , che gli rimangono i suoi scritti , te- 
stimoni perenni del suo vasto sapere. Imperocché fin 
dal 1788, toccati appena i venti anni, col suo trattato 
della legge regia di Trìboniano , egli già dava al 
pubblico 






Fruttò senile in su gios^enil fiore : 

diventato poi chiaro neir avvocheria , raccoglieva nel 
1 6o4 e pubblicava le ultime decisioni del sacro-re- 
gio-consiglio , mostrando agli spregiatori d* ogni vir- 
tii cittadina, come ancora quell' illustre consesso, non 
mai degenere dalla sua origine , corrispondeva sem- 
pre all' alta sua fama : in seguito , già presidente del 
tribunal civile di Napoli , delineava la storia, ed in- 
spirava ne' cuori giovenili la filosofia del processo ci-^ 
vile: quindi, sosti tuito-proccurator-generale del Re pres- 
so la gran-corte civile , comentava la legge organica 
delle novelle nostre giurisdizioni: per ultimo, imitan- 
do Servio Sulpizio , non ad litium. actiones insti* 



tuendas^ quam ad controversias tollendus^ ne die, 
qual suo testamento, il libro eruditissimo delle anioni 
e delle eccezioni secondo i princìpii delle leggi) ci/- 
vili. Ma tante fatiche prima della vecchiezza gli hàn 
consumato la vita. Questa però , come dello stesso 
Sulpizìo disse Cicerone in senato , mvltis erit prae- 
clarisque monumeniis ad omnem memoriam com- 
mendata; semperque illius gravitatemi constantiam^ 
fidem^ praestantemque in iure prudentiam omnium 
mortalium fama celebrabit. 

Più luttuoso riusci a noi il suo fitto, perchè ci ride- 
stò il cordoglio di tre altre perdite avvenute precedente- 
mente nel nostro collegio. La prima fu quella del ca- 
valiere D. Domenico Monaco; morte quanto meao 
matura j tanto più sentita da tutti. E da me più che 
da ogni altro: che io me '1 vidi spirar fra le brac- 
cia ; ed a' moti estremi di quegli occhi che si chiù-* 
dean per sempre alla luce , tristissinle in me si ri- 
eccitavano le memorie , che fino a tanto ch'ei non se- 
dette fra noi , la carriera della sua magistratura , 
quando la cominciò nel 1812 con la carica di giudi- 
ce criminale, e quando in seguito, ora qual presiden- 
te j ora qual proccurator generale del Rè, regolò la 
giustìzia penale , e quando in fine ascese al grado di 
consigliere e proccurator-generale presso là gran-corte 



^ 

CiTÌle, tutta fii percorsa da lui negli Abbrùzzi ore 
io ebbi la cuna. La mia pati;ìa datò gli aveva tra 
le sue più bennate donzelle una sposa virtuosissima ; 
negli Abbrazzi egli fu di . belli prole arricchito ; e 
là dove aperse il cuore alle prime dolcezze ^ di ma- 
rito e di padre , là in tutte le circostanze di pubbli- 
ca ansietà , si mostrò magistrato e cittadino. Né fra 
quei monti , asilo della prisca fede , sorge città o 
villaggio, che della sua sollecitudine per la pubblica 
pace non serbi alcun vestigio ; né fra quei cuori , 
fatti dalla natura per l'ospitalità , per Famipizia, per 
tu<tte le virtù civili , vi ha un solo che non palpiti . 
ancora di riconoscente affetto al suo nome. 

Lo seguì poco dopo il cavaliere D. Pasquaie 
Galenoa. Ben di lui possiam dire , che fin da^ primi 
suoi anni ,. maturo di riflessione , saggiamente len- 
to in ogni deliberazione , diligente avvocato , tutore 
vigilantissimo di molti di quegli stabilimenti di pubbli- 
ca beneficenza , che onorano tanto la carità patria 
degli avi , conila dolcezza del costume, con la sem« 
plicità desmodi , acquistò sugli: spiriti quel natumle 
impero , che molto più rispettabile dell' influenza che 
soglion daj*e le cariche, è la cagion prima e più cara, 
che tutti ha forzato gli aiYiilii ad onorarne lungamente il 
tramonto cen pubblico luUo. • Le sue parole tanto più 



\ 






6 

ricche di buon seiiso , quanto men ricercate e patà^ 
pose , chiara ritraevano la parità dei sno cuore, e k 
limpidezza della sua ragione. Modello di modestia e 
di temperanza civile ') e perciò sempre uguale a se 
stesso , nelle cariche minori di giudice e vice-presi- 
dente del tribunale di prima instanza , ove il tempo 
a fronte del qumero degli affari è a tutti sì scarso^ 
spiegò sempre quella prudenza di consiglio , degna della 
posatezza d* una corte inappellabile ; e giudice e proc- 
V curatQr-generalp del He nella graa-^corte civile , non 
fé mai desiderare in lui quel tatto pronto e sicuro^ 
che non traviato da vane sottigliezze, forma il carattere 
del vero giureconsulto. Tredici anni ha poi giudicato 
con voi; sempre amico più che collega, e d'ogni con- 
traddizione altrui sofferente, senza offender mai la cor 
stanza de' suoi principii, ne la siucerità della sua pro<» 
pria tonscienza; sempre franco ed ingenuo cogU avvocati 
e con le parti, senza mai disgradare la gravità degli an-* 
ni e della carica; sempre forte nella linea del retto^ 
senza mai pretermettere quel decoro , r quella coirti- 
nenza , quell' afiàbilità , forma certa d' un' anima gen- 
ite, ne quella moderazione di vie conciliative , che 
fa giungere, anche a chi men la vuole, rispettata al- 
meno, se non gradita, la stessa giustizia. 

Ultimo dai materia al doloroso mio dire , o 



9 
TiiANCBSCo ]Paiomìia, amicò dell'età ibìa prima , e 
non melficace confortatòr mìo a' primi studi , e 
a -tutte le nòbili arti tiel sentier dell'^onore. Vittima 
del morbo asiatico che per tanti mesi desolò le no- 
stre bétie contrade , cinque de' su(m più cari egli 
fi Vea veduto prima cadérsi all' intorno. E benché te- 
derò più ch'altri mai agli affetti di genero , di 
cognato, dì fratello, pure, raccolte aHora tutte le 
6tte virtù in un punto , le mise in guardia al suo 
cuòre , e premendo il suo affanno , nemmeno un 
giórno solo privò le vostre discussioni di se, costante 
ne' suoi doveri , forte dell' esempio magnanimo del 
Re N. S. Per dar di lui epilogata in brevi tratti 
iiimmagine', basti rammentare, che gli aspri studi 
della giurisphidenza non potettero mai inaridire in 
lui 1 fonti delle conoscenze gentili , delle quali ei si 
Budrì giovinetto» Lìngue straniere, familiari al suo labbro 
come : là propria, lo aveano renduto ne' giovenili suoi 
viaggi d' instruzione accetto all' altre nazioni ;xtal che 
tornatone adomo di quanto concerne la storia e la 
scienza delle relazioni commerciali di Europa, fu nel 
1 806 destinato segretario col voto in quel nostro antico 
magistrato^ supremo del commercio ^ altiero ancora, 
che tre lustri innanzi vi rifulse quel si felice ingegno, 
profondo insieme eamenissimo, il quale sulla Francia 



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DISCORSO 

D I 
AVVOCATO GENERALE DEL RE 

PRESSO IiA CORTE SUPREMA DI GIUSTIZIA IN NAPOLI 

PRONUNZIATO 
SBIXA STESSA COBTB A CAMERE HICHITE 

i\(t H S pennato i838 

GIOAHO SMiliA AUPEATUBA SOLSSITB DELL'AVITO CIUDIZU&IO. 



Magnitudo animi et fortitudo harum 

Tirtntum proprium est nihil eiLtimescere , 
omnia humanadespicere^rnhil quodhoi^Qi 
accidere possiti intoller^ndum patare. 

Cic. de off. III, 37. 



• •••.•••-• . • ! • 






NAPOLI, 

X)iLLA STAUPERU 6ALITA ISFRASGATA IT. 344* 

}838, 



della real(Èaaiei« oii siete succeduta , ina ac<{uÌBtà'* 
auguAe&to di lace e di autorità ogni giorno. Che 
dunque a dir mi nmane? In che spenderò V iiltima par- 
te del mio dire , la quale avrebbe dovuto esser i». 
prima , intorno a' mezzi onde progredire nella via del 
dovere? 

' Il passato è scuola dell' avvenire* A' salvi dalle: 
calamità dell' anno scorso , cosa mai le ha rendute glo« 
rìose? n coraggio^ il disprezzo del dolore, la su- 
periorità d'animo incontro a' perigli, il nulla teme^ 
re di quanto è conseguenza dell'umana natura, il non 
riputar mai intollerabile ciò che la Provvidenza. d&* 
stina che accada nell' uomo e per l' uomo. Se e vero 
che la virti^ non è altro che la natura stessa por* 
tata alla più alta sua perfezione ^ la fortezza d' ani* 
mo h la prima fra tutte le virtù , perchè senza di 
essa nulla può giungere a compimento e perfezio« 
ne , ne può virtù concepirsi. Conoscere la verità 
ed amar la giustizia è nulla pel magistrato , s' egli 
non si fa maggiore di tutti i rìschi in difenderla, 
combattendo non solo contro ì malvagi che vivono 
d' ìngiustiua , ma contro tutte le difficultà fisichie e 
morali te quali si oppongono al costante perpetuo ed 
uniforme andamento della giustizia. Chi fra i tremori 
tleUa salute pubblica In pericolò, chi fra le morti d^ 



n3 

istioi più cari smtepone il dcTere aUa vita j; mostra 
già con qual occhio sappia guardare tutti gli altri 
mali, a' quali può andare incontro facendo il suo do- 
vere; e come con alto volto sappia disprezzare ibe* 
ni , se pur meritano tal nome , i quali gli si offrono 
se vuol deviare d^ retto ; e sappia opporre l'usbergo 
d'una conscienza . pura alla ingiustizia ed anche al di* 
sprezzo invidioso degli uomini ; e disvestire e confon- 
dere le arti subdole del rigiro e della calunnia ; e conser- 
vare immoto e secchio : l' intelletto ili mezzo a tutte 
le tempeste , a ;tùtie le tentazioni ', ' a ' tutti gli urti 
delle cose le più seducenti , come delle più paurose 
e più strane, e terribili. 

Beilo è nel campo di Marte il coraggio del sol* 
Jato, non tìmido di perire per il Eb q per la patria. 
Ma nel momento dell'azione non vi h sofisma del 

N 

più raffinato amor proprio che possa far credere es- 
ser lo stesso il fuggire e il combattere : a ninna 
passione nobile e ^disdetto il concorrere ad animarne 
il vigore ; l' ambizione stessa e il desiderio della for- 
tuna non ne sono sbanditi: - la voce de' capi, Firn- 
peto della mischia , il fragore degli strumenti belli- 
ci y i gridi , le minacce , la punta in fine delle spa- 
e nemiche , che trasforma ui BOT|qqnd la causa pre- 
sente propria 4i&sà, &nno del coraggio guerriero la 



> 



=^4 

j)m urgentQ.di^tle {9 oe()essU^ , U più calda , la 
pia eutusiaijta di tutte le .passioni , il più antico , il 
più universale )'; il p^ù ^dpid0 me^zo di trasformar 
gli uopiini in orci. So che/betL .diverso ,. e* assai più 
nobile^ e n)^n idìpendente ^al procelloso rìmescolamento 
della pt^Q^ e d<^le passioni ,. è il coraggio de' duci 
dell'esercito e di un. gran capitano. Perciocché nulla 
d^e mancare, ia lui dell' ardor dei soldato nel momen* 
te dell'azione.; anzi spessa , primo nel pericolo , deb* 
b'.essere agli altri di «cciiamento e di esempio. Ma 
questo impeto in lui sarebbe temerità pazza e iurorc, 

■ 

«e un valor più sublime non regolasse i suoi moli \ 
e s'ei non rimanenesse, anche in mezzo alle più. fu- 
riose procelle del campo^ elevato sèmpre nella region 
serena d^el calcolo e. della ragione. Or in questa regio- 
ne , e da un i fonte .medesimo rampolla il coraggio 
civile, proprietà essenziale al magistrato, virtù senza 
la. quale ei non ne ha. che l' abito e il nome. Che 
s'ella è talvolta messa in cimento da pericoli di natura 
diversa da'militari pericoli, confrontando attentamente 
queste difl&renze , né le difficultà , uè la lode ne ri- 
sultan minori. 

Imperocché educato il piagistrato fra studi tran-" 
quilli , legato da un giuramento che l'obbliga nei 
combattimenti giudiziarii a pronunziare, non sccon* 



ào ch'altri il comanda, ma secondo che nelV intimo del 
suo cuore egli sente , situato sovente su di un li- 
mite assai esiguo e quasi impercettibile tra il giu- 
sto e r ingiusto ^ tra T esser retto e il sembrarlo , 
tra la necessità di fare ed il pretesto di non fare , A 
suo coraggio nulla riceve dai luogo , nulla ha d' in»- 
prontato da altri, nulla di comandato ; non ìmpeto , 
non entusiasmo^, non fisica necessità. E pure ei si 
trova sovente, solo ed inerme, a fronte di uomini ai^ 
mati di un potei'e, padrone non di raro del suo avvenire^ 

Oltracotata schiatta che s* indraca \ 

« 

assai facilmente. Né mancano quegli ami doro e 
d argento , e quei la^ci ascosi in ghirlande , e 
quegli artigli d aijuile , e quei serpi in faccia 
di donzella , ne' quaU l' italico Omero adombrò i 
nemici che incessantemente assediano la virtù di co- 
loro che son preposti a governare, ad amministrare, 
a giudicare» Che avverrà poi se giunga il momento in 
cui, rotto il freno della legge, una turba armata e fu- 
rente i insorga tra flutti civili . ad avverare il civiun% 
ardor prava iubentium di Orazio? Che fia, se in que- 
ste procelle, gente, fino allora sciaurata e mal viva, 
al soffio dell'invidia Si desti inosservata, e 



i 



I 



j6 

ConCuom che a nuocer luo^o e tempo aspetta^ 

acarata da ogni dubbio cimento per la stessa inettitudine 
ed oscurità, per non dir altro, nella quale è vissuta, 
si metta in attitudine di calunniar poscia i pensieri ', 
non potendo i fatti, degli uomini forti? Il nostro giu- 
ramento è senza condizione alcuna, ne di avanzamenti 
. di onore, né di fortuna, ne di pef'icoli. Sempre, ed in 
tutti i casi, ed a fronte di tutti, chi lia un mandato 
dal suo Re, chi vuol esser degno di Lux e del nome 
di magistrato, 

Sta come torre ferma che non crolla 
Giammai la cima per soffiar de* venti. 

Se non che, se il sommettere all'altrui giudizio la 
propria conscienza, mostra nel magistrato imbecillità e 
fralezza d'animo servile, l'affettazione di ambiziosa 
constanza è per lo più fatuità ridevole , assai peggiore 
, della più turpe leggerezza. E che? Non diventa ella for- 
fse maschia di timidità e d' ingiustizia in colui, che mal 
certo della sua propria conscienza , si volge sXV altra 
banda non sì tosto un amico lo prega , o non si 
tosto gli sorge il sospetto di poter essere tenuto defe- 
rente a certe opinioni? E non è vanità, anzi prevari- 



>7 
calrice. malvagità in quell' altro , che par che dica , chi 
di me piìi forte? quando all' aura d'un partito ^ o 
al primo favor di plebe 

Gonfia la toga^ e più non si richiedevi 

E non è durézza incomportabile e viltà in chiunque^ 
non dirò agitato da imqùe passioni ^ ma fàcile a tra* 
sportare ver Fimputato V ìndegnazione : che all' impu? 
tazioue si debbo , freme intollerante , ^.deride/ 9 
minaccia , ed esulta^ di sua fermézza , mentà^ insulta 
la sventura ^ e calpésta l' umanitik i|i catene ? 

. Ne già ascrivo a virtù quella che. in un magin 
strato pur sembrò tale al nostro Veno^nQ • 

/ 
Honestum praetulit utili y et 
Reiecit alto dona nocentium j» 

Fultu. .■■' 



» • » 



Vergogna e mercar lode da un jdoyere^ il qpate^ilòli 
adempiuto porta a punizione certa ed in&mia» Lafort^ 
za del magistrato è in non perdonare a vigilie né H &tìr 
che per rendersi, eguale all' esercizio de' suoi doveri ; Ìl 
resistere anche a certe passioni nobili^ quando, posspno 
far velo al giudizio; l' esser costante e votato tranquiir; 






1^ 

kiaeiite al ben pubblico , anche quando ei sia certo 
DO0 aVèrne Toce approvatrìce che la segreta^ 6 spes- 
so derisa dalla fortuna , conscienza de' pochi ; anche 
quando l'insidia altrui gli prepari il destino di Ari<- 
stide o dì Rutiiio; anche quando un nenuco barbaro 
e senza legge, al par cle*Galli insultanti la maestà del 
^etidjté^f cimano^ -lo svillaneggi e l'opprima = sulla stessa 
3tiài sedra cui^ule)' q la yiudice ira del cieio agghiacci di 
s{r^(^fìti:ì<' e ^^priyi d' ogni umano sqcGOFSo le atterrite 
iàau^iìili il foraggio civile sta ndla stessa relazione col 
ébi^àggio -dbgl^^dividui d'uo esercito , come il duce 
e la milite > col soldato e col braccio; ed in tanto 
è^ pia HjHaitd' e' più nobile , in quanto è virtù tutta 
sapienza, ^^tù non di un giorno solo ma di tutta la 
vita , virtù senza passione. 

Il qual coraggio non d'impeto ma di riflessio- 
ne , non di -passione ma di ragione , benché con- 
servi sempre la pura serenità della tranquilla sua ori- 
gine , pure è atto a trasfondersi con 1' esempio al par 
ddi <MÀraggió- rmilitare. Voi lo avete spiegato al ma9- 
skdo^'lgleiilo inello scorilo anno; e ne aVete nobilmente 
ìttvàsè iii eiioré^ de^iiavvocafti^^ e più particolarmente 
4Ìegfti^àVVÒeatii officiósi nelle cause capitali» Chi di 
"eé^ì k in&ants^ mai alle difese alla lcM*cura commesse? 
]lié»^^<^ de 'giorni più sereni della pùbblica saluta , se 



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Be' più nubilosi è stato in voi pure Io stesso, gli avrocati, 
non si son mostrati da meno in un ufizio , tanto più 
glorioso per essi , quanto e meno pecuniariamente ri- 
compensato. Si apre ora il corso al nuovo anno con 
più prosperi auspici. Piaccia al Cielo che 

Usciti fuor del pelago alla r/Va , 

respiriate d'ora innanzi aure men perigliose e più 
liete ; tal che messo finora il vostro coraggio al du- 
ro cimento da cui sì gloriosi emergeste^ proceda 
ornai sì tranquillo nell'andamento vostro ordinario - 
die non occorra altra pruova per raccoglierne il pre 
mio di meritata corona. 



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NICCOLA NICOLINL 



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QvisTioNi Di dritto: primo vóJ. » *• ^o 

Secondo voi • >^ i.ao 

Supplìmeiito alla qolleziaiìe delle leg* 

gi , serie criminale. . . ...•*.» 2|. 4^ 



■n 1 (velina. • • • . » i6. 20 

Procedura pe- 5 ■ , ., ,^ . 

," . e reale. ...... 12. 70 



» 1» . e reale. ...... la. 70 

naie, nove volumi, i ^^^y^ ,^ ^„_ ^^ 



Degli atti della polizia giudiaBiaria^ a 
sia il voi. V della procedura y con te 
foratole corrispondenti , 2 voi. . . . '» i. 60 

Le sole formole, un voi. • . . • » 4o 

Si avvertono gli associaVi alla Procedura 
penale di esser solleciti a ritirare gli ultimi vo- 
lunai y ì quali non potranno darsi più sepa* 
ratamente, dopo che sarà cominciata la secon- 
da , edizione. 

Si vendono, in Napoli in casa delF autor^y 
strada Infrascatày n. 353. . . 




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